Juniperus: varietà e cultivar nel dettaglio

Come promesso, eccomi di nuovo a parlare degli Juniperus! Mentre nell’articolo precedente vi ho indicato le caratteristiche principali degli Juniperus a portamento prostrato o tappezzante, ora vorrei entrare nello specifico e parlarvi delle principali varietà che si trovano in commercio. Chiaramente sono rimasta nell’ambito degli striscianti per non confondere troppo. NB: Le misure di altezza e diametro che vi indico di seguito sono la crescita massima che la pianta può raggiungere!Juniperus alberetti

Lo Juniperus communis è un cespuglio o piccola conifera che può avere un portamento tappezzante o raggiungere i 10m di altezza a seconda delle varietà. In natura cresce in zone aride, incolte o boschive e alcune varietà anche ad alte quote.  Le foglie aghiforme di colore verde sono spesso pungenti e sono riuniti in verticilli di 3. È una pianta dioica: i fiori sono perciò unisessuali e si trovano su piante diverse, l’impollinazione avviene grazie al vento. È la pianta femmina a produrre i coni blu-viola ricoperte da una pellicola opaca (pruina) e comunemente chiamate ‘bacche di ginepro’, molto conosciute per le loro doti aromatiche. Oltre al loro uso in cucina e per la produzione di oli essenziali, le bacche di ginepro sono sempre state considerate dalla medicina popolare un rimedio naturale per la cura di diversi disturbi.Green Carpet

  • J. communis ‘Green Carpet’ (h.50-70 / l.150-180 cm:) Foglie aghiformi di colore verde scuro. Le foglie nuove hanno un colore più tenue che in contrasto con le altre creano un bel gioco di tonalità. Preferisce un terreno ben drenato. Cresce lentamente e sopporta temperature fino a -40° (zona climatica 3).
  • J. communis ‘Repanda’ (h.30-40 / l.150-200 cm) Le foglie squamiformi di Repandacolore verde scuro tendono a prendere tonalità bronzee in inverno per effetto del freddo. Forma un tappeto basso e denso. Anch’esso molto resistente al freddo (zona climatica 3).

Lo Juniperus conferta è originario del Giappone e dell’isola Sachalin (Russia) dove cresce spontaneamente sulle dune di sabbia. Non a caso in inglese viene chiamato shore juniper, cioè ginepro della costa. Di portamento prostrato, non supera i 50cm di altezza ma raggiunge i 2,5m di larghezza. Se non fosse per gli aghi piuttosto pungenti al tatto, il fitto intralcio di rami e le foglie verde vivo potrebbero ricordare un tappeto erboso. In genere sono dioici: il maschio produce coni tra il giallo e il marrone, la femmina coni simili a bacche di colore blu-nero. 

  • J. conferta ‘Blue Pacific’ (h.20-30 / l.100-150 cm) : Foglie aghiforme di un bellissimo colore verde tendente al blu. Originario delle coste giapponesi, questa varietà è particolarmente resistente all’aria salmastra e pertanto consigliabile per chi ha balconi o giardini vicino al mare. Meno resistente al freddo in confronto ad altre varietà, sopravvive comunque a temperature fino ai -25° (zona climatica 5b).

Lo Juniperus horizzontalis è un arbusto tappezzante a crescita lenta originario del Nord America. Le foglie possono essere di vari colori a seconda della verietà e spesso prendono una colorazione violacea nei mesi invernali. Anche questa varietà è dioica: i coni blu scuro vengono prodotti dagli esemplari femminili e hanno la forma di una bacca contenente in genere due semi. Gli esemplari maschili producono invece delle pigne giallastre lunghe dai 2 ai 4mm.

  • J. horizontalis ‘Andorra Compacta’ e ‘Andorra Compacta Variegata’ (h.30-40 / l.150-200 cm): foglie squamose grigio-verde che prendono sfumature tra il bronzo e il porpora in inverno, variegate bianco crema nella cultivar ‘variegata’. Le punte dei rami nuovi tendono verso l’alto innanzandosi leggermente dalla massa principale della pianta, caratteristica che le dona un aspetto molto particolare. (Zona climatica 5b)
  • J. horizantalis ‘Bar Harbour’ (h.30-40 / l.150-200 cm): Questa cultivar ha foglie Bar Harbour1 Bar Harbourverdi bluastre con una bella tonalità violacea in inverno. Come la maggior parte degli Juniperus horizontalis è ottima come tappezzante in quanto non si alza e cresce quasi completamente in larghezza. (Zone climatica 6b)
  • J. horizontalis ‘Blue Chip’ (h.20-30 / l.100-120): Molto ramificato e compatto, forma con il tempo lunghi rami ricoperti da foglie squamiformi di colore blu. Anche questa varietà prende sulle punte tonalità violacee in inverno che poi tornano al loro colore originale con l’inizio della primavera. Particolarmente adatto a zone un po’ più fredde, riesce comunque a resistere senza problemi a caldi non eccessivi. (Zone climatica 5a)
  • J. horizontalis ‘Prince of Wales’(h.10-20 / l.80-100 cm): Ha un rapido sviluppo e un fogliame verde con sfumature blu. Anch’essa prende una colorazione tendente al porpora da ottobre a marzo. Oltre alla sua funzione tappezzante nei giardini o di contenimento sulle scarpate, può essere utilizzata anche come ricadente sui muri. (Zone climatica 5a)
  • J. horizontalis ‘Wiltonii’ (h.10-20 / l.100-150 cm): nota Wiltoniiper la sua eccellente densa forma prostrata, questa varietà di ginepro strisciante è tra le più diffuse. Le foglie sono di un bel colore verde-argenteo e si colorano con il freddo di un colore tra il bronzo e il porpora. Perfetto tanto come tappezzante quanto come ricadente da muri. Anch’esso resiste ottimamente al freddo e alla copertura del manto nevoso. (Zone climatica 5a).

Juniperus x media o Juniperus x pfitzeriana è un ibrido che nasce dallo Juniperus chinensis e lo Juniperus sabina. La varietà esiste in natura ed è stata scoperta nella Cina del nord dove coesistono le altre due varietà di Juniperus. Questo ibrido comunemente utilizzato come specie ornamentale, può arrivare a crescere dai 3 ai 6 m.Golden Star

  • J. x media ‘Gold Star’: (h.100 / l.200 cm): Ha foglie verdi Golden Star1che, soprattutto sulla punta dei rami, tendono verso il giallo oro. La colorazione dorata diminuisce durante i mesi freddi ma torna con il bel tempo. Ha un accrescimento medio di forma allargata, nidiforme, con rami che si conservano più orizzontali alle estremità. (Zone climatica 5a)
  • J. x media ‘Mint Julep’ (h.150-200 / l.250-300 cm) Questa varietà ha un portamento FullSizeRender1semi eretto e, come si può indovinare dal nome, il colore delle foglie è di un verde simile a quello della menta. Mantiene bene il colore anche con il freddo. Molto rustico, viene spesso usato per scarpate, per le rotonde o per rivestire superfici estese, ma anche in grosse vasche o nei giardini rocciosi. (Zone climatica 5a)
  • J. x media ‘Old Gold’ (h.100-120 / l.250-300cm): Cultivar di ginepro a portamento Old Goldallargato, molto decorativa per il color verde-giallo degli aghi che diventano oro con qualche puntina di marrone in inverno. Di crescita lenta, è molto resistente tanto al freddo invernale quanto al caldo estivo. Il suo portamento allargato lo rende perfetto per accompagnare alberi che crescono in altezza o comunque ad alto fusto. Aggiungerà sicuramente una nota di colore vivace al giardino. (Zone climatica 5a)
  • J. x media ‘Pfitzeriana Aurea’ (h.200-300 / l.300-400 cm): Molto vigoroso, questo ginepro dal portamento molto allargato ha una crescita nidiforme, con palchi quasi orizzontali. Le foglie sono gialle oro in estate,  giallo-verde dall’inizio dell’autunno alla primavera. Ottima su scarpate per la sua capacità di trattenere il terreno, ma anche in aiuole e in giardini di montagna o di climi freddi. (Zone climatica 5a)
  • J. x media ‘Pfizeriana Glauca’ (h.200-300 / l.300-400 cm):  semi-prostrato, questa pfitzglaucavarietà si presenta senza una forma ben definita, ma è comunque molto elegante, con tendenza a crescere in larghezza più che in altezza. Ha rami arcuati e fogliame di colore grigio-bluastro. (Zone climatica 5a)

Lo Juniperus procumbens, originario del Giappone, è un cespuglio a lenta crescita e a portamento prostrato. Raggiunge circa 20-30cm di altezza ma può arrivare fino ai 2-4m di larghezza. Anche questa varietà è dioica, con piante maschili e femminili. I coni femminili assomigliano a delle bacche e hanno un colore marrone-nerastro quando mature. La maturazione avviene dopo circa 18 mesi e contengono dai due ai tre semi. E’ strettamente connesso al Juniperus Chinensis e da molti considerato una varietà di questo (J.chinensis procumbens)

  • J. procumbens ‘Nana’ (h.30-40 / l.100-150 cm): Le foglie nuove di questo Procumbens Nanaginepro hanno un colore verde acceso che diventerà man mano più tendente al blu con la loro maturazione.  A portamento basso e tappezzante, il procumbens nana crea un denso gruppo di rami che irradiano dal centro. Pianta rustica e adattabile a qualsiasi tipo di suolo, purché ben drenato. Particolarmente adatto per la creazione di bonsai e alberetti. (Zone climatica 6b)

Lo Juniperus Sabina, originario dell’Europa, dell’Asia e dell’America settentrionale, si trova spontaneamente anche in Italia, in particolar modo nelle zone montane. Il portamento può essere sia prostrato che ad alberetto e raggiunge da 1 a 5 m di altezza. Le foglie della pianta giovane sono diverse da quelle della pianta adulta: inizialmente sono aghiforme a verticilli di 3, lunghe circa mezzo centimetro, mentre nella pianta adulta le foglie sono più corte e squamiformi. Se stropicciate rilasciano l’odore caratteristico. Questo ginepro può essere sia monoico che dioico, ma sempre con fiori unisessuati. La femmina produce coni, comunemente chiamate coccole, che contengono dei piccoli semi ovali. Questa varietà di Juniperus è velenosa e pertanto è utilizzata soprattutto come pianta ornamentale o per il consolidamento di terreni scoscesi.

  • J. sabina ‘Tamariscifolia’ (h.60-80 / l.200-250 cm) Foglie aghiformi di colore blu OLYMPUS DIGITAL CAMERAverde, più marcato a seconda della sua esposizione al sole. Forma lunghi rami che si sovrappongono tra di loro. Preferisce un’esposizione soleggiata e un suolo ben drenato. (Zone climatica 5a)

Juniperus squamata, di origine cinese e delle zone dell’Hymalaya, può avere sia un portamento prostrato che una chioma conica irregolare a seconda della sottospecie. Spesso di colore blu-verde, questa varietà può essere sia dioica (più frequente) che monoica. I coni contengono un solo seme e sono più scuri, quasi neri, in confronto a quelli di altre varietà.

  • J. squamata ‘Blue Carpet’ ( h.40-50 / l.200-250 cm): Questo attraente conifera a crescita lenta, di colore blu-grigio e con un fogliame fresco e aromatico, ha un portamento prostrato che lo rende ideale per coprire muretti, ma è anche un ottimo tappezzante. (Zone climatica 5b)
  • J. squamata ‘Blue Star’ (h.60-100 / l.80-100 cm): a portamento più sferico rispetto ai Blue Starprecedenti, forma un cuscinetto compatto di un bellissimo colore blu-argento. Perfetto sia in vaso che in terra, soprattutto nei giardini rocciosi, anche questo Juniperus si adatta molto bene alla formazione di alberetti.  (Zone climatica 5b)
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Nerium (Apocynaceae)

Finalmente è arrivata l’estate…. e con essa il tempo di vacanze, di spiaggia, di mare. E dell’Oleandro! Nessun’altra pianta è infatti così simbolo dell’estate mediterranea come il Nerium Oleander. E molti di noi, forse proprio per portarsi un pezzo di vacanza a casa, ha poi ceduto alla tentazione di piantare in giardino o di tenere sul terrazzo una o più piante di questo sempreverde. Inoltre, nessun’altra pianta offre nei mesi estivi una fioritura così spettacolare e durevole: con le sue grandi masse di fiori che contrastano piacevolmente le foglie scure, l’Oleandro crea bellissime macchie fiorite. Lo troviamo sia in parchi e giardini che lungo le autostrade e nelle siepi, specialmente quelle lungo le coste. La sua fortuna nelle zone marittime o negli spartitraffico è dovuta anche grazie alla sua resistenza alla salsedine e all’inquinamento. Perfetto anche in vaso, è consigliabile coltivarlo in contenitore nelle zone con inverni rigidi così da poterlo riparare più facilmente. L’oleandro è infatti sensibile al freddo, ma se sistemato in una posizione soleggiata e protetta, o comunque se riparato durante l’inverno, può resistere anche a temperature sotto lo zero.  Comunque gran parte del territorio italiano permette la coltivazione dell’Oleandro senza grosse difficoltà. Il Nerium Oleander è infatti naturalizzato e cresce anche spontaneamente nelle zone del bacino mediterraneo, sebbene le sue origini si presumono asiatiche (Persia, Giappone, India). Se spontaneo o comunque piantato in una zona favorevole, questo arbusto cespuglioso e rotondeggiante può raggiungere i 6m di altezza, anche se in genere si aggira tra i 2-4m. Può essere allevato anche ad albero,  molto bello a mio parere, ma che richiedono frequenti interventi di spollonatura per far mantenere la forma alla pianta. Le foglie, lanceolate e disposte a gruppi di 2-3 su ciascun verticillo, rimangono sulla pianta per tutto l’anno. Lisce, strette e di un bellissimo colore verde intenso, tendono a schiarirsi e a ingiallire d’inverno soprattutto nelle zone un po’ più fredde. La copiosa fioritura ci accompagna dalla primavera (intorno a maggio) fino all’autunno e sarà ancora più intensa se la pianta viene annaffiata e concimata regolarmente. I fiori sono disposti in cima agli steli e hanno, nella forma semplice, 5 petali a simmetria raggiata. I colori nelle forme spontanee vanno dal roseo al bianco, ma nei vivai possiamo trovare i colori più vari, dal salmone al carminio, dal bianco al giallo. Dopo la fioritura si formano i frutti, lunghi e stretti baccelli bruno-rossicci, di circa 10-15cm. A maturazione il frutto si apre per far cadere i semi che grazie alla lanugine di cui sono ricoperti riesce a essere trasportato dal vento anche per distanze medio lunghe. Esistono naturalmente cultivar che presentano delle eccezioni a quasi tutto appena detto: alcune di loro hanno infatti foglie variegate o fiori doppi, altre hanno una maggiore resistenza al freddo, una crescita meno vigorosa o hanno fiori più profumati. Fortunatamente le esigenze colturali rimangono invariate per la maggior parte delle varietà: sebbene il Nerium non è particolarmente esigente nella scelta del terreno, se si ha la possibilità di scegliere, consiglio terreni ben lavorati e fertili, ricchi di sostanza organica. Da evitare il ristagno idrico. Per chi preferisce la coltivazione in vaso, consiglio una forma più profonda che larga per dar spazio alle lunghe radici. Nella fase di crescita è importante adattare il vaso alla dimensione della pianta e rinvasarla almeno ogni due anni. Sia in vaso che in terra, la posizione deve essere assolata, possibilmente a pieno sole. Non ha problemi di caldo eccessivo in quanto sopporta temperature estreme fino a +40-50°C, caratteristica che la rende preziosa a chi ha balconi molto esposti al sole e che pertanto d’estate diventano roventi. Sebbene è una pianta che riesce a sopportare lunghi periodi di siccità, per avere una vegetazione rigogliosa e un’abbondante fioritura è necessario mantenere sempre umido il terreno con abbondanti innaffiature nel periodo estivo. Non è invece necessario bagnarla durante l’inverno. È infine importante concimarla regolarmente o utilizzare un concime a lenta cessione per sostenere l’abbondante fioritura. Personalmente nelle varie prove ho scoperto per me un’ammendante (che cioè va mescolato al terreno nel momento dell’impianto o del rinvaso) che funziona perfettamente sia per il concime sia per ridurre le annaffiature (TerraCottem). Non disponibile nelle agrarie va però ordinato direttamente tramite mail (info@terracottem.it). Ma torniamo al nostro Oleandro. Al termine della fioritura è necessario spuntarlo, operazione doppiamente utile perché mantiene una forma compatta e piena e allo stesso tempo elimina fiori secchi e semi. La potatura può essere anche importante, riducendo gli steli di circa la metà, per permettere alla chioma di infoltirsi. Naturalmente infatti l’Oleandro ha una crescita piuttosto disordinata.Fiore rosa1Se fino ad ora ho parlato solo di quest’unica specie, è perché l’Oleander è effettivamente l’unica catalogata nel genere Nerium. Alcuni botanici distinguono il Nerium Indicum (o Odorum) come specie separata, ma il fatto è ancora dibattuto in quanto il Nerium Indicum ha effettivamente caratteristiche molto simili all’Oleandro, solo le dimensioni sono leggermente più ridotte. In Italia non è comunque diffusa e difficilmente è reperibile per l’acquisto presso garden o vivai.  Se di Nerium troviamo un’unica specie, di varietà ce ne sono infinite. Ammetto che una conoscenza approfondita delle varietà non è necessaria per l’acquisto in quanto le proprietà principali rimangono identiche. Le caratteristiche che distinguono le varietà in genere sono: il colore del fiore, la forma del fiore (doppio o semplice), la rusticità, il profumo (più o meno profumato) e la dimensione. Vi porto qualche esempio di seguito, tanto per darvi un’idea delle infinite combinazioni esistenti:

‘Alsace’ : vigoroso, fiore semplice, bianco rosato, leggermente profumato

‘Belle Helene’: fiore semplice, dapprima rosa scuro, poi rosa chiaro

‘Geant des Batailles’: molto rustico, fiore doppio, rosso striato di bianco, molto profumato

‘Maravenne’: nano, fiore semplice, rosso scuro

‘Maria Luteum Plenum’: fiore triplo, giallo, molto profumato

‘Marie Mauron’: molto vigoroso, fiore semplice, rosa puro

‘Mont Blanc’: fiore doppio, bianco, molto profumato

‘Provence’: fiore doppio o triplo, salmone chiaro sfumato di crema, molto profumato

‘Soeur Agnès’: fiore semplice, bianco, molto profumato

‘Splendens Giganteum’: fiore molto grande, doppio, rosa vivo, molto profumato

‘Splendens Variegato’: fiore doppio o triplo, rosa vivo, foglie variegate

‘Tito Poggi’: portamento arbustivo molto compatto, fiore semplice, albicocca

Esposizione: Sicuramente è una pianta che ama il sole, ma se non si ha la possibilità di sistemarla a sole pieno, cercate un angolo molto luminoso

Temperatura: Di norma tra i 5°C e i 40-50°C, ma come avevo già accennato, si trovano varietà più rustiche. Buona norma per tutte varietà è ripararle dal gelo in inverno

Terreno: Sebbene non disprezza i terreni poveri, se si ha la possibilità di scegliere, consiglio terreni ben lavorati e fertili, ricchi di sostanza organica

Mese fioritura: Da aprile-maggio a settembre. Poche piante fioriscono per un periodo così lungo come l’Oleandro.

Consiglio: Non vi ho ancora parlato di un aspetto dell’Oleandro che, sebbene ben noto, è comunque importante da evidenziare: la sua tossicità. È la pianta ornamentale usata nei giardini più velenosa in assoluto, e non ha parti non tossiche. Anche il solo contatto con la linfa può provocare eritemi e vescicole, ma sono le foglie e la corteccia le parti più rischiose per persone ed animali. Tale tossicità permane anche dopo il disseccamento, la bollitura e la bruciatura, tanto che pure il fumo risulta nocivo. L’avvelenamento si presenta con gastroenterite, vomito, febbre, vertigini, diarrea, aritmie cardiache, perdita di coscienza. Fare pertanto particolarmente attenzione quando sono presenti animali e bambini e non maneggiare o potare la pianta senza guanti.

Lupinus (Fabaceae)

Aouzum_oHpX6NWSu77s9i06ytAyej459BgWNfCQoLcm5XQua si va di palo in frasca. Dopo aver parlato nel mio ultimo articolo di una conifera, ora passo a un’erbacea perenne, da un sempreverde a una pianta che d’inverno si spoglia completamente della propria vegetazione. Sebbene così diversi, entrambi hanno la loro importanza nel giardino: mentre la prima regala sfumature di colori tenui durante tutto l’anno, l’altra cattura completamente l’attenzione dello sguardo durante la fioritura, con colori spesso vivaci e sgargianti. Il Lupinus, a gruppi o come pianta singola, con le sue spighe di fiori campanulati che si innalzano al di sopra del fogliame, sicuramente contribuirà ad abbellire il vostro spazio verde. Ora potrete argomentare che la definizione di erbacea perenne per il Lupinus non è sempre esatta… E non potrei darvi torto: esistono infatti anche varietà annuali o arbustive. Il Lupinus Albus è, per esempio, a coltivazione annuale, utilizzato in agricoltura come pianta da sovescio in quanto riesce a fissare L.arboreusl’azoto, e per i semi, alimento ricco di proteine (mai mangiato i lupini, lo snack che si trova nelle bancarelle durante qualche festa o fiera, fatto di semi di Lupinus sott’aceto?). Anche il Lupinus Arboreus, il lupino dai fiori gialli largamente diffuso sulle coste californiane, non è proprioAmtzGEVRX3HtuvAqmz0DorSRud3yDEIDNBUHk5D8b_-_ quello che si direbbe un’erbacea, ma, come suggerisce il nome, una pianta a portamento arbustivo. Usata anche come pianta ornamentale, è sfortunatamente nota in molte regioni (per es. dell’America del Sud e dell’Oceania) per essere infestante. Ma in questo contesto, più che al loro uso agricolo, mi voglio dedicare all’aspetto più frivolo di questo legume: la sua bellezza! E sono proprio le perenni che sono particolarmente adatte a ornare i nostri giardini. Mentre noi in Europa, soprattutto nelle zoni meridionali, troviamo spontanee le varietà commestibili, le belle ma spesso velenose sorelle sono perlopiù originarie dell’America. Il loro habitat è spesso arido e roccioso, poco fertile, ma troviamo varietà che prediligono il terreno umido e fresco (per es. su rive di fiumi e ruscelli). In giardino consiglio di cercare un posto assolato, o a pieno sole o al massimo a mezz’ombra, con un terreno ben drenato preferibilmente leggermente acido. Obbligatorio un buon approvvigionamento d’acqua.

AgTdgs3uBrJeHTrgVYIE4zMtZVBmqhEnlwrTwfpWiWPS - CopiaLe foglie del Lupinus hanno un aspetto delicato e armonioso, grazie soprattutto al loro disegno elegante. Sono infatti suddivise in foglioline lanceolate che si dipartono da uno stesso punto, come i raggi di una ruota. Di un bel verde fresco e lunghi fino a 15cm, le foglie hanno generalmente la parte superiore glabra, mentre sono vellutate sotto. I ciuffi eretti che si innalzano dalle radici a fittone formando cespugli che vanno dai 40 ai 150 cm a seconda della varietà. Da maggio a giugno si formano poi le spettacolari spighe floreali, spesso di colori sgargianti o anche bicolori (il vessillo e l’ala del fiore hanno colori diversi) e di profumo intenso. Ai fiori seguono i fruttiAlwMhDSt3aXeS7EOLtivl-fMQwa5ljHLvFth0emogo_b - Copia - Copia piatti e tomentosi che prima si gonfiano e poi seccano rilasciando i semi. Se non si vogliono raccogliere i semi suggerisco di togliere le spighe floreali appassite, sia per prevenire l’autodisseminazione, sia per avere una probabile seconda fioritura, più leggera e con spighe più corte della ArcPyFbGnw1Fh4V41YNXO-OJyczFNUCjXGXGG6X-yZC2prima, ma pur sempre meglio di niente! Anche per chi vuole far maturare i frutti consiglio di evitare l’autodisseminazione: oltre a poter diventare invasiva, dopo qualche generazione le piante tendono a regredire, a diventare meno rigorose con rade spighe blu. Per la propagazione consiglio pertanto il taleaggio, l’unico metodo che tra l’altro permette di moltiplicare anche tutti gli ibridi. Di Lupinus possiamo trovare numerose varietà, anche se ci volessimo limitare solo alle erbacee perenni. Non molte però si trovano effettivamente in commercio. Vi indico di seguito qualche piccola informazione in più sulle varietà più diffuse:

Lupinus Polyphyllus: Ormai in parte sostituita in giardino dalle cultivar di Russel, questo Lupinus perenne originario dell’America settentrionale produce numerosi e grandi foglie suddivise in 9-17 segmenti. I fiori hanno colori che variano dal blu al porpora, dal bianco al rosa. Lupine nootkatensisPreferisce terreni umidi ma ben drenati e molto soleggiati.

Lupinus Nootkatensis: Proveniente dalla costa occidentale degli Stati Uniti, questa varietà è molto simile alla ‘Perennis’, sebbene con foglie più grandi, divisa ognuna in 7 o 8 foglioline più piccoli e sottili. Le spighe, di 10cm circa, si formano tra giugno e luglio e hanno i verticilli dei fiori ampiamente distanziati.

Lupinus Ibridi Russell: Giardiniere professionista e con esperienza di lavoro nei vivai, George Russel cominciò a coltivare agli inizi del ‘900 diverse varietà di Lupinus. Non ha lasciato testimonianza sugli incroci che ha effettuato, ma si presume che la maggior parte degli ibridi derivino dall’incrocio di L.Polyphyllus con L.arboreus e forse anche qualche Lupinus annuale. L’ideale era coltivare un Lupinus resistente, con spighe lunghe e densi di fiori di numerose tonalità, cosa che gli riuscì con ottimi risultati. Oggi con gli Ibridi di Russel si indica una grande miscuglio di piante, accuratamente suddivise in varie categorie soprattutto in base al colore e all’altezza, che discendono dalle celebri varietà prodotte dal giardiniere. Sono comprese in questa categoria varietà nane come altre giganti e i colori più vari, da tenui a vivaci, piante monocolore ad altre bicolore.lupine-noble-maiden-russell-hybrid-lupinus-x2

Lupinus serie Band of Nobles: Biennali o comunque perenni a vita breve, questa serie racchiude in sé lupini piuttosto variabili per altezza e per colore, ma comunque tutti non nane e con la fioritura da giugno a luglio. I fiori sono sia a tinta unita (es. ‘Noble Maiden’, bianco crema) che bicolori (es. ‘The Châtelaine’, rosa con vessilli bianchi) a seconda della varietà. Si possono riprodurre da fiore e in vendita si possono trovare direttamente i semi sia a colori misti che selezionati per colore.

Lupinus ‘Tutti Frutti’: Dopo numerosi anni di produzione e selezione di Lupini, la Thomson & Morgan è riuscita a selezionare questi Lupini dalla spiga floreale di dimensioni notevoli. Anche in questo caso si possono trovare direttamente i semi in commercio e, seminandoli precocemente, si può avere la fioritura fin dal primo anno. Hanno una vasta scelta di colori, spesso bicolori.lupine-tutti-frutti-x2

Esposizione: Scegliere una posizione soleggiata, perfetta se a pieno sole, ma resiste anche alla mezz’ombra

Temperatura: Generalmente non temono il freddo, ma alcune varietà sono più delicate di altre. Se comunque vivete in zone dove difficilmente si raggiungono i -12°/-15° e mai per lunghi periodi, potete scegliere senza scrupoli

Terreno: Utilizzate un terriccio ricco e ben drenato. Perfetto se un po’ sabbioso, ma anche leggermente acido può andar bene

Mese fioritura: Maggio-Luglio

Consiglio: Regola fondamentale è di non far mai mancare l’acqua al Lupinus. Può sopportare brevi periodi di siccità, ma si sviluppa veramente bene solo se, da marzo a settembre, viene innaffiato regolarmente

Juniperus (Cupressaceae) a portamento prostrato o tappezzante

20150509_195150_resized Dopo la nostra esperienza alla mostra mercato “Orticola” a Milano, dove siamo stati a esporre la nostra collezione di Juniperus e di conifere nane, è ora d’obbligo dedicare un articolo a queste piante, iniziando in questo caso con il ginepro. Questo arbusto sempreverde, oltre ad essere una pianta obbligatoria per chi vuole un giardino in stile giapponese o Koi, si adatta benissimo anche ai giardini rocciosi o a quelli mediterranei. Molte varietà di ginepro sono infatti autoctone del nostro paese e possono essere trovate anche spontanee su gran parte del territorio italiano. Come già avrete capito dal titolo, mi limito a illustrarvi le principali varietà a portamento arcuato e ricadente, mentre quelli a portamento eretto saranno affrontate in seguito. Sarebbe infatti impossibile racchiudere in un unico articolo le caratteristiche di tutte le varietà. Di Juniperus ne esiste infatti  una quantità enorme di varietà  – se ne contano almeno 60 -, tutti con portamenti e colori diversi! E proprio questa diversità di colori rende il ginepro prezioso al giardinaggio. Le numerose sfumature di verde, giallo e blu possono creare bellissimi  giochi di colore sia d’estate che d’inverno. In molte varietà, le foglie aghiformi o squamiformi (o anche entrambe sulla stessa pianta) prendono inoltre bellissime tonalità dorate o purpuree nei mesi più freddi, senza però mai perderle del tutto. Ma non è questo l’unico motivo per cui lo Juniperus si può ammirare sia nei giardini di montagna che in quelli sul mare: una delle principali caratteristiche di queste piante tappezzanti è infatti la loro rusticità che li rende adatti ai terreni più difficili e ai climi più disparati. La maggior parte delle varietà sopporta freddi intensi fino a -50°, ma anche quelle più ‘delicate’ riescono a sopravvivere a gradazioni che vanno dai -20° ai -25°. Non per questo ha problemi con il caldo: lo Juniperus sopporta benissimo la calura estiva e resiste bene anche in zone salmastre. Non soffre infine né l’inquinamento né la siccità. Sebbene vada annaffiato appena messo a dimora, una volta stabilizzato può resistere per lunghi periodi senza acqua. Ecco un’altra caratteristica che rende lo Juniperus prezioso anche a chi non ha il ‘pollice verde’: è a manutenzione zero. Non solo non deve essere annaffiato, ma non necessita nemmeno di potature o di altre cure particolari. Vi dirò di più: anche gli interventi per togliere le piante infestanti non dovranno essere più così frequenti. La chioma dello Juniperus è infatti particolarmente fitta e densa e riesce a coprire completamente in terreno sottostante tanto da impedire la germinazione e la crescita di altre piante. Sebbene fino ad ora vi ho solo parlato del  giardino, lo Juniperus è adatto anche ad altri utilizzi: può infatti essere coltivato in vaso, è ottimo per il contenimento di scarpate e può essere utilizzato per coprire i muri. Interessanti sono infine anche le numerose creazioni che si possono trovare in alcuni vivai. Giocando con gli innesti si possono realizzare alberetti o macrobonsai con risultati stupefacenti di cui vi mostro qualche foto:

Juniperus squamata 'Blue Star' 1/4 fusto
Juniperus squamata ‘Blue Star’ 1/4 fusto
Juniperus sabina 'Tamariscifolia' 1/2 fusto
Juniperus sabina ‘Tamariscifolia’ 1/2 fusto
Juniperus procumbens 'Nana'
Juniperus procumbens ‘Nana’ Ponpon
Juniperus communis 'Oblonga Pendula' a 1/2 fusto
Juniperus communis ‘Oblonga Pendula’ a 1/2 fusto

Esposizione: Predilige esposizioni a pieno sole o mezz’ombra, ma molte varietà riescono a ambientarsi perfettamente anche all’ombra totale.

Temperatura: Molto resistente sia al caldo che al freddo anche se intensi e prolungati. La rusticità può variare a seconda della varietà, ma tutti riescono a sopportare temperature almeno fino ai -20°.

Terreno: Preferibilmente sciolto e ben drenato, ma riesce a svilupparsi anche in condizioni estreme, in terreni poveri e sassosi.

Mese fioritura: Lo Juniperus può essere sia dioico che monoico, i fiori sono comunque sempre unisessuati e si formano in primavera. Non sono comunque rilevanti al livello estetico.

Consiglio: Molto varietà sono ‘aromatiche’ e rilasciano un piacevole profumo se si sfregano le foglie. Per maggiori informazioni sulle varietà nello specifico, vi  ho pubblicato un altro articolo proprio sulle varietà e cultivar nel dettaglio.

Ancona Flower Show e Arezzo Flower Show

ANCONA FS8

E’ arrivato di nuovo il momento di parlarvi delle ultime fiere a cui abbiamo partecipato, magari anche per invogliarvi di visitarli prossimo anno. Ho deciso di parlare della fiera di Ancona e di quella di Arezzo in un unico articolo, essendo entrambi allestiti dagli stessi organizzatori e presentano caratteristiche simili. Entrambi infatti, come si può leggere sui loro siti, sono descritte come “mostra mercato di piante rare e inconsuete”. Chiaramente non trovate solo delle rarità, ma in genere tutti gli espositori hanno qualche varietà particolare o poco diffusa. La selezione degli espositori è infatti piuttosto accurata: l’organizzazione carca produttori che sono Arezzo FS1specializzati in ambiti diversi, evitando così che i visitatori trovino articoli uguali in vari stand. Il numero degli espositori è ridotto rispetto ad altre fiere (sono in genere circa una cinquantina), ma grazie a questa selezione si trovano la stesso numero di varietà che in altri eventi. A mio parere questo, oltre alle location sempre bellissime, è il vero punto di forza della fiera: di dimensioni ridotte, le mostre sono facili da visitare e, essendo gli espositori specializzati e pertanto molto competenti nel loro ambito, si possono ricevere consigli utili e interessanti.

Naturalmente anche qui troviamo eventi collaterali. Tramite il sito ci si può iscrivere a corsi che vanno dal giardinaggio di base a laboratori specializzati, si organizzano mini-conferenze e si lascia molto spazio a bambini e animali. Per i più piccoli ci sono infatti numerose attivitAncona FSX1à nelle quali, tramite il gioco e il divertimento, si possono avvicinare al mondo del verde e dell’ecologia. Per gli animali invece c’è semplicemente una riduzione del biglietto d’ingresso per chi viene con il cane. Dico semplicemente, ma so che in realtà non è poco: chi esce con il proprio amico a quattro zampe deve così spesso affrontare divieti e restrizioni, da rendere questo incentivo un vero e proprio regalo. E da amante degli animali, posso solo assecondare questa scelta!

Ancona FSXAndiamo ora un po’ più nello specifico: la mostra ad Ancona si svolgeva quest’anno nei giorni 11-12 Aprile 2015 e, come nell’anno passato, si è tenuta all’interno della Mole Vanvitelliana. L’edificio, chiamato anche il Lazzaretto di Ancona proprio perché anticamente fungeva anche da luogo di quarantena, si trova su un’isoletta artificiale all’interno del porto, collegat0 alla terraferma solo tramite dei ponti. L’antica costruzione, risalente alla prima metà  settecento, ospita numerose attività culturali e mostre durante tutto l’anno ed è uno dei monumenti più noti e caratteristici della città di Ancona. Come dicevo: un altro punto di forza di queste fiere è la collocazione! Per saperne di più visitate il sito http://www.anconaflowershow.com/

Arezzo FSLa fiera ad Arezzo si è svolta il weekend successivo, il 18 e il 19 Aprile. Alla sua prima edizione ha subito riscosso un successo enorme. A pochi passi dal centro, la mostra ha avuto luogo nel bellissimo parco di Villa Severi. In questo caso, fiori e piante hanno come sfondo l’elegante villa settecentesca il cui nome fa riferimento al suo al precedente proprietario, il celebre matematico Francesco Severi. Anche qui vi invito a dare un’occhiata al sito http://www.arezzoflowershow.com/

Una piccola precisazione: la stessa organizzazione allestisce un’altra fiera nei giorni 22-23-24 Ancona FSMaggio 2015 presso i giardini del Frontone a Perugia (Perugia Flower Show) alla quale sfortunatamente non potremmo partecipare a causa di altri impegni. Meno recente delle altre due -la prima manifestazione risale al 2008- , la fiera è già un appuntamento fisso per molti perugini e, dalle nostre esperienze degli anni passati vi posso assicurare che anche qui troverete le stesse proprietà (e qualità!) delle due descritte in precedenza.

Arezzo FS6 ANCONA FS3 Ancona FS1

Cornus florida (Cornaceae)

Cornus florida rubra (8)Ho appena visto un Cornus in fiore e non ho resistito… La decisione di parlarvi di questo bellissimo arbusto è stata immediata. Ammetto che è un po’ limitativo sceglierlo solo per la fioritura (o meglio per le brattee), in quanto il Cornus è una pianta stupenda anche in altri periodi dell’anno… ma andiamo in ordine. Sebbene il Cornus florida, comunemente chiamato Corniolo da fiore, non sia diffusissimo in Italia, questa pianta ha avuto un successo enorme negli Stati Uniti. Originario del Nordamerica, è stato soggetto a grandi attenzioni da parte dei ricercatori americani, che hanno selezionato numerose varietà. Le dimensioni e le OLYMPUS DIGITAL CAMERAesigenze colturali sono le stesse per tutte le varietà, come anche il periodo di fioritura, mentre variano le colorazioni di brattee e foglie. Possiamo perciò dire in generale che il Cornus florida è un grande arbusto o alberello che raggiunge dai 6 ai 10m di altezza, a foglia caduca, e che vive in tutti i terreni di normale fertilità, purché non eccessivamente calcarei. La crescita è piuttosto lenta e la pianta rimane per molto tempo al di sotto dei 3m. Fiorisce tra aprile e maggio con piccoli fiori gialli o verdi contornati da quattro splendide brattee a forma di cuore. Sebbene alla prima vista inganna, non fatevi fuorviare: quello che sembra essere il petalo non è altro che la foglia modificata che accompagna il fiore -brattea per l’appunto-, mentre il fiore è solo la parte interna, piccolo e poco appariscente. Al fiore seguono poi in autunno bacche a grappoli di un bel Cornus Florida bianco3colore rosso scarlatto. Le foglie ovali, verdi o variegate, raggiungono gli 8-15 cm di lunghezza e in autunno si colorano delle tonalità più suggestive, dal cremisi violaceo al rosso bruno. Prima di descrivervi qualche varietà, voglio precisare che le indicazioni date non valgono per tutti i Cornus, in quanto abbiamo per ora parlato solo del genere ‘florida’, tralasciando altri gruppi come, per esempio, il ‘kousa’ o il ‘controversa’ di cui parleremo più avanti.

Cornus florida (1)Cornus florida: foglie verde tenero, brattee bianche e frutti scarlatti. In autunno le foglie tendono al cremisi.

Cornus florida ‘Rubra’: foglie verde chiaro, si ricopre di fiori le cui brattee hanno un rosa vivo.

Cornus florida ‘Cherokee Daybreak’: brattee bianche e foglie variegate di bianco crema. In Cornus florida rubra (6)autunno le foglie si colorano di rosso e rosa.

Cornus florida ‘Cherokee Chief’: brattee tra il rosso e il rosa, simili al ‘Rubra’, ma con foglie verde scuro. In autunno i colori vanno dall’arancione delle foglie al rosso dei frutti.

Cornus florida ‘Rainbow’: brattee bianche e foglie variegate di giallo.

Cornus florida ‘Red Sunset’: foglie variegate di giallo e arancio con brattee rosse.

???????????????????????????????Come utilizzo, il Cornus mi piace molto come pianta singola, al massimo abbinata a qualche erbacea perenne o piccolo arbusto sotto la chioma, ma devo ammettere che negli spazi ???????????????????????????????ampi può essere perfetto a gruppi, magari con ‘fiori’, anzi, brattee, di colore diverso. Importante è sempre trovare un posto sufficientemente soleggiato. E’ possibile coltivarlo anche in vaso, ma la crescita è sicuramente meno veloce ed è fondamentale trovare la giusta quantità di acqua di cui non bisogna eccedere.

Esposizione: Sole, mezz’ombra Cornus Florida bianco

Temperatura: Molto resistente al freddo, è consigliabile posizionarlo a mezz’ombra anziché a pieno sole nelle zone d’Italia più calde e torride

Terreno: Pianta rustica, si adatta bene a quasi tutti i terreni fuorché quelli molto calcarei

Mese fioritura: Tra fine aprile e maggio. Le brattee si sviluppano, chiaramente, con il fiore e sono prima raccolte e piccole, poi man mano crescono e cambiano tonalità. Questo evoluzione dura oltre un mese dando così colore per un periodo un po’ più lungo.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Consiglio: Il Cornus florida non necessita di potature, ma consiglio comunque di asportare i rami secchi o comunque rovinati dall’inverno. Quest’operazione va compiuta solo quando il rischio di gelate è ormai superato, preferibilmente a marzo. E senza esagerare! Il Cornus fiorisce sul legno vecchio e si rischierebbe di rovinare lo spettacolo della fioritura. 

Clematis (Ranunculaceae)

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn tutti i nostri articoli fino ad ora abbiamo sempre parlato di alberi e arbusti. A questo punto ci sembra doveroso dare un po’ di spazio anche a un’altra categoria di piante: le rampicanti. Essendo alcune varietà già in fiore, la nostra attenzione è stata attirata dalla Clematis, genere che comprende tantissime specie e varietà diverse. Queste si differenziano tra loro per numerose caratteristiche quali il vigore, l’epoca di fioritura, la dimensione e la forma di fiori e foglie e Clematis montana Rubens (2)infine anche per le esigenze colturali. Una caratteristica che accomuna tutte le specie (ad esclusione della Clematis armandii, l’unica ad essere sempreverde), è di essere a foglia caduca, proprietà che la rende una pianta molto resistente al freddo. Durante il periodo di riposo vegetativo invernale la pianta ha un aspetto secco, cosa che può trarre in inganno: spesso infatti abbiamo parlato con chi ha estirpato la propria piantina credendola morta…. Non lasciatevi ingannare! Per le Clematis vale il detto “l’abito non fa il monaco”: con l’arrivo della primavera si riempirà di uno splendido fogliame e di numerosi fiori sicuramente degni di nota!

Sicuramente non potremmo parlare di tutte le varietà di Clematis, ma dividendoli in gruppi riusciamo a dare le informazioni fondamentali per gran parte delle varietà:

OLYMPUS DIGITAL CAMERALe Clematis ibridi a fiori grandi sono sicuramente quelle più diffuse e conosciute soprattutto  grazie ai giganteschi fiori di molteplici colori e sfumature, tra cui anche alcune bellissime con il fiore variegato. Il fiore è composto da 6-8 petali e raggiunge dai 10 ai 25 cm di diametro. Oltre a regalarci questi fiori spettacolari, le Clematis sono anche rifiorenti: generalmente fioriscono infatti sia in primavera (sul legno vecchio), da fine estate fino ad inizio autunno (sui rami nuovi). A foglia caduca,OLYMPUS DIGITAL CAMERA questa Clematis si avvolge spontaneamente a dei sostegni, ma se addossate a un muro hanno bisogno di un supporto. La Clematide è una pianta da sottobosco e necessita pertanto di un terreno fresco e ricco di humus. Anche per loro vale pertanto la ben conosciuta regola delle radici all’ombra e la parte aerea al sole. Essendo diffusa anche spontaneamente in Italia e in generale in Europa, questa pianta si adatta benissimo al nostro clima e, tralasciando le zone più aride e secche, può crescere e sopravvivere in tutto il territorio italiano.

Clematis Mayleen (1) La Clematis montana, anch’essa a foglia caduca, è molto più vigorosa rispetto agli ibridi e di più facile coltivazione. Le foglie, lunghe dai 5 ai 10 cm, sono divise in tre segmenti e hanno un colore verde intenso. I fiori, formati da 4 petali (ad eccezione di poche varietà a fiore doppio) e più piccoli rispetto agli ibridi, si formano a grappolo e nascono sulla vegetazione dell’anno precedente. Fiorisce perciò un’unica volta, da aprile a giugno. Il punto di forza di questa clematide è sicuramente l’abbondanza della fioritura: spesso infatti i fiori sono talmente numerosi da riuscire a coprire l’intera pianta. La scelta dei colori è meno vasta in quanto si può scegliere tra il bianco e tre tonalità di rosa: rosa vivo, rosa intenso e rosa tenue.

Clematis Apple Blossom (2)La Clematis armandii si contraddistingue dalle altre soprattutto per un aspetto: è l’unica Clematis sempreverde. E non solo, le foglie sono anche molto belle, di un bel colore verde scuro e di forma allungata che raggiungono dai 12 ai 15cm di lunghezza. E’ la prima Clematide a fiorire: già da metà marzo si vedono comparire numerosi piccoli fiori che si presentano prima in cime floreali ascellari per poi aprirsi in fiori bianchi a sfumature rosa espandendo un profumo molto gradevole e intenso.

Esposizione: Per l’esposizione della Clematis vale la famosa regola OLYMPUS DIGITAL CAMERAdelle radici all’ombra e la parte aerea al sole o alla mezz’ombra. Per chi ha difficoltà a trovare la posizione adatta consiglio di coprire le radici con una pacciamatura o con piccoli cespugli di piante compatte in modo da aiutare il terreno a rimanere fresco

Temperatura: Resistenti al freddo e al caldo. Adatti in Italia sia ai climi montani, collinosi, marini e di pianura. Evitare solo le zone eccessivamente torrideOLYMPUS DIGITAL CAMERA

Terreno: Sciolto, ricco di humus

Mese fioritura: da aprile a settembre (vedi dettagli nella descrizione delle varietà)

Consiglio: Potare leggermente le Clematis armandii e le montana dopo la fioritura, tra maggio e giungo, per garantireOLYMPUS DIGITAL CAMERAuna fioritura copiosa anche successivamente. Le Clematis ibridi a fiore grande possono essere potate più decisamente, a circa 50cm da terra nelle pianti giovani. La potatura radicale a terra vale solo per le erbacce, da non effettuare sulle varietà da noi descritte!

Clematis montana 'Mayleen'
Clematis montana ‘Mayleen’
Clematis 'Vyvyan Pennell'
Clematis ‘Vyvyan Pennell’
Clematis montana 'Rubens'
Clematis montana ‘Rubens’
Clematis armandii Snowdrift
Clematis armandii Snowdrift
Clematis armandii 'Apple Blossom'
Clematis armandii ‘Apple Blossom’